Diventare Pilota nell’epoca post Covid

Gli ultimi due anni hanno sconvolto totalmente il panorama dell’aviazione civile.

Nessuno di noi immaginava che un settore come quello aeronautico potesse ricevere nuovamente un colpo cosi pesante (considerando anche l’incidente delle torri gemelle del 2001 e la crisi finanziaria del 2008).

Siamo passati da aeroporti ed aerei pieni a situazioni desertiche dove le compagnie cessavano l’attività, una dopo l’altra, lasciando a casa piloti esperti, assistenti di volo, tecnici ed impiegati.


Diventare Pilota nell'epoca post Covid

Un altro sotto-settore impattato pesantemente, ma citato di meno, è quello delle scuole di volo impiegate quotidianament nell’addestramento dei futuri piloti; molti studenti hanno deciso di cambiare percorso poiché si sono resi conto del rischio di investire a vuoto in un settore cosi precario e frammentato.

Oggi cerchiamo di indurre ad una riflessioni analizzando come e in quali modalità uno studente, o appassionato di aviazione, dovrebbe riavvicinarsi a questo settore nelle condizioni attuali e quali paure psicologiche potrebbero influenzare le sue scelte.

Con la massiva campagna di vaccinazione, ormai giunta alle terza dose, assistiamo in molti paesi del mondo ad una progressiva riapertura delle frontiere e a una ripresa dei viaggi del settore business e turismo.

Le compagnie aeree si “leccano le ferite” cercando in tutti i modi di tornare in pista per riconquistare quella normalità che tanto ci è mancata; è doveroso richiamare in servizio tutti i piloti e i lavoratori del comparto aeronautico per rimettere in moto gli aeromobili hangarati o lasciati sui piazzali.

Diventare Pilota nell'epoca post Covid

Il sistema aeronautico ha riacceso i motori e si prepara alla ripartenza: stando a quanto pubblicato da eurocontrol (l’agenzia europea per il controllo del traffico aereo) nel 2024 dovremmo assistere finalmente a un ritorno situazionale pre covid.

Avere dei grossi timori al giorno d’oggi riguardo l’investire migliaia di euro per seguire la strada del pilotaggio professionale è più che comprensibile…

Le condizioni contrattuali non sembrano migliorare e i contratti di lavoro non offrono piu’delle garanzie di un futuro roseo e lontano dagli imprevisti.

Quindi, ha senso ancora buttarsi in questo settore?

La risposta è una sola: dipende!

Dipende dalla situazione economica dell’aspirante pilota: far fronte ad una spesa ingente come quella richiesta per la scuola di volo è senz’altro qualcosa per pochi.

Se lo studente (o chi finanzia il suo sogno) è in grado di sostenere questa spesa senza andare ad intaccare il bilancio o reddito familiare allora potrebbe aver senso.

Ma, se l’aspirante pilota dovessere mettere in difficolta la famiglia attraverso debiti, ipoteche o prestiti, consigliamo vivamente di lasciar stare! Meglio aspettare tempi migliori o dedicarsi al mondo dell’aviazione sportiva, come nel caso del VDS.

La crisi del covid ci ha insegnato che un investimento, per quanto pianificato a tavolino, presenti sempre dei grossi rischi a seconda del settore scelto, e l’aviazione commerciale è sicuramente un settore dove la volatitilità è enorme e la ciclicità è ormai appurata ad intervalli di 5/10 anni.

Ipotizzando che le risorse economiche non siano un problema, resta un ostacolo molto grande da superare: la mancanza di posti di lavoro per piloti neo-brevettati.

Bisogna essere consapevoli e coscienti di quello che si stà per affrontare: un percorso addestrativo per piloti non è come un percorso di studi convenzionale bensi è un percorso che non offre nessun tipo di garanzia anche qualora ci fossero grosse risorse finanziarie alle spalle…

Quello che conta realmente, per trovare lavoro, sono le ore di volo, le abilitazioni possedute e l’attività di networking svolta negli anni.

Un pilota alle prime armi difficilmente potrà avere tutte queste carte a sua disposizione appena uscito dalla scuola di volo.

Il primo impiego per accumulare esperienza può essere tranquillamente quello del flight instructor, ma se si cerca direttamente un lavoro in linea, la probabilità di non trovare lavoro è davvero molto, molto alta!

Questo non è per demoralizzare ma per iniettare quella situational awareness richiesta ai Piloti.

Essere consapevoli significa affrontare preventivamente le sfide e gli imprevisti che possono capitare nella vita.

Significa sviluppare una corazza emotiva che ti permette di affrontare ed elaborare meglio le delusioni…

Molti piloti (studenti e professionisti) sono cascati nel baratro della depressione durante questi ultimi 2 anni infernali, poichè ancora increduli su quanto accaduto.

Come proteggerci in queste situazioni di instabilità emotiva e lavorativa? La salute mentale è importante e dobbiamo utilizzare tutti i mezzi a nostra disposizione per raggiungerla.

Il più grosso consiglio che possiamo dare è quello di richiedere una consulenza ad uno psicologo specializzato nel settore aeronautico. Consultare un professionista per migliorare la propria vita in periodi delicati e pieni di incertezze, è sicuramente qualcosa che un pilota o un aspirante pilota dovrebbe sempre valutare.

Rimaniamo fiduciosi nella ripresa del settore, sviluppando nel frattempo resilienza e positività!

Per aspera ad astra!

[Articolo di Mondo Aviazione]

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